Disabilità e sostegno alle famiglie: il metodo del Coach Familiare

Disabilità e sostegno alle famiglie: il metodo del Coach familiare.

Sono passati dieci anni e forse più, da quando decisi di lavorare con le persone con disabilità e le loro famiglie. Dopo aver studiato molto, parlato con diverse persone e approfondito vari aspetti, mi accorsi che non c’era un metodo di lavoro applicabile a quello che desideravo fare, ovvero lavorare con le famiglie e presso il loro domicilio.

Fu così che, insieme ad altri colleghi ideai il metodo del “Coach Familiare”.

Un percorso di Coach Familiare ha alcune caratteristiche particolari:

  1. “Cucito su misura”, ovvero pensato e costruito per quella famiglia in quel preciso momento della vita.
  2. Rivolto all’intera famiglia.
  3. Prevede la partecipazione attiva della famiglia in tutte le fasi: nella scelta degli obiettivi, delle cose da fare, degli sviluppi da perseguire.
  4. Prevede la presenza di due Coach: un Coach Operativo, che entra in famiglia ed è il referente dell’intero percorso, e un Coach Supervisore.
  5. E’ a tempo determinato, la cui durata massima è di circa 6 mesi.
  6. E’ un intervento domiciliare.

La prossimità è innanzitutto vicinanza, presenza, coinvolgimento e il Coach Familiare opera muovendosi proattivamente all’interno del contesto di vita della persona disabile; entra al domicilio innanzitutto per osservare, conoscere, far propria una lettura del contesto di vita.

Il Coach Familiare al termine del percorso offre ai diversi interlocutori (la persona disabile, la famiglia, i Servizi) una  dettagliata restituzione: rilegge il percorso effettuato e si esprime in termini espliciti sulle conquiste e gli eventuali fallimenti.

L’orientamento rimane caratterizzato dall’apertura al futuro, nell’auspicio che si possano continuare a sperimentare dinamiche evolutive di crescita personale.

L’efficacia del metodo del Coach Familiare

Ad oggi, sono 49 le famiglie seguite, e altri sono ancora in fase di realizzazione: nell’85% delle famiglie si sono raggiunti i risultati preventivati all’inizio del percorso, ed in alcune si sono creati dei circoli virtuosi che hanno portato a miglioramenti superiori a quelli attesi.

La metodologia del Coach Familiare è stata oggetto di diverse tesi di laurea presso le Università di Bologna e di Chieti: un lavoro di valutazione dell’efficacia effettuato andando a intervistare alcune famiglie a 1-2 anni di distanza dalla conclusione del percorso, ha individuato come i fattori di successo della metodologia siano attribuibili a tre elementi:

  1. La scomposizione delle attività complesse in sotto-attività concrete, più semplici da raggiungere;
  2. I famigliari imparano come rivolgersi alla persona con disabilità, quali sono le modalità più efficaci di comunicazione, ponendo in particolar modo il focus sulla coerenza, coesione e collaborazione reciproca;
  3. Il Coach funge da mediatore della comunicazione sia all’interno della famiglia, sia della famiglia con le realtà esterne (Istituzioni, cooperative, centri diurni, ecc.).

Come attivare un percorso?

Dal 2014 si è creata un’importante collaborazione con l’Unione dei Comuni della Valle del Savio, l’Unione dei Comuni della Valle del Rubicone e INAIL sezione di Cesena.

La maggior parte delle famiglie con le quali è stato attivato un percorso di Coach Familiare è stata segnalata dai Servizi Sociali di questi Enti Pubblici; il Coach Familiare, infatti lavora in rete ed in stretta collaborazione con gli Assistenti Sociali responsabili dei casi.

In alternativa, è possibile anche attivare privatamente dei percorsi di coach familiare.

Allo stato attuale, si stanno formando persone provenienti da diverse parti d’Italia, che potranno operare a favore delle famiglie.

Si parla di Coach Familiare…dove?

Nel corso di anni di lavoro con le famiglie, abbiamo portato in giro l’esperienza in vari convegni scientifici, con relazioni dedicate.

Su di noi, ha scritto il Redattore Sociale un bellissimo articolo ed anche Superabile, rivista dell’INAIL che parla di disabilità, ha parlato di noi e dell’esperienza fatta a Cesena.

Nel mese di ottobre 2018, grazie alla coop. Sociale Il Mandorlo di Cesena è stato pubblicato un libro che parla del metodo e delle storie delle famiglie che abbiamo seguito: si chiama Una Vita “Dopo di Noi” – La vita autonoma e adulta delle persone con disabilità.

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