Cohousing: una soluzione ai problemi dell’invecchiamento?

Il cohousing o co-residenza, può essere una soluzione ai problemi dell’invecchiamento?  

Questo articolo vuole approfondire la tematica della co-residenza o meglio definita cohousing.

Il cohousing nasce negli anni ’60 in Danimarca, si è molto diffuso specialmente nei paesi del nord Europa come: Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda, Inghilterra, Germania, Francia, ma anche oltre oceano in USA, Canada, Australia, Giappone.

Quando si parla di cohousing ci si riferisce ad una vera e propria strategia di sostenibilità.

I residenti condividono spazi e mezzi; queste risorse agevolano il processo di mutuo-aiuto e socializzazione tra gli individui stessi.

Il cohousing anche in Italia si sta molto diffondendo, solitamente comprende dalle 20 alle 40 famiglie che convivono come una comunità di vicinato.

Il modello di cohousing appare strettamente connesso al cambiamento di stile di vita, in quanto facendo leva sull’interazione, può rappresentare per anziani, bambini, uomini e donne soli/e uno strumento di welfare.

I punti di contatto fra le esperienze 

Ogni progetto di cohousing ha una storia e delle caratteristiche proprie, ma vi sono dei punti di contatto fra le diverse esperienze:

  • Progettazione partecipata: questa fase è fondamentale in quanto tra i cohouser si formano legami utili a favorire socialità e collaborazione, creando così un ambiente ottimale per la cura degli anziani e la crescita dei bambini;
  • Vicinato elettivo: grazie alla progettazione partecipata sarà possibile conoscere sin da subito i vicini di casa, così da poter contribuire alla realizzazione del progetto comune;
  • Spazi e servizi condivisi: condivisione di spazi e servizi è il valore aggiunto che il cohousing porta alla quotidianità di ogni individuo, in questo modo si crea una estesa rete sociale di tipo solidale tra i vari membri;
  • Benefici economici: Dalla condivisione di spazi e servizi si genera un risparmio di risorse che, inevitabilmente, andranno ad impattare sui costi di ogni singolo cohousers.

Un Case History. Hoppesteyn, Rotterdam (Olanda): da istituto di assistenza ad abitazioni per anziani

L’Olanda è il paese che ha contribuito maggiormente alla nascita e allo sviluppo di progetti di cohousing.

La fondazione “Stichting Bejaardenhuisvesting” nel 1998, a Rotterdam, ha ristrutturato un complesso abitativo con lo scopo di renderlo meno sanitario e più orientato all’autonomia.

Il centro inizialmente accoglieva anziani bisognosi di assistenza, dopo la ristrutturazione, la nuova gestione ha voluto ricreare un ambiente capace di ascoltare e rispondere ai bisogni degli anziani e dei loro parenti, rimanendo aperti a loro idee ed eventuali segnalazioni.

La visione

Il punto di partenza è quello che l’anziano può ancora fare in autonomia, stimolandolo a mantenere tutte quelle attività quotidiane in cui si è sempre riconosciuto, sostenendo pertanto che possa fare da sé le pulizie domestiche, preparare il pasto, avere cura della propria persona.

Il focus è la “casa” quale spazio di autonomia e di riconoscibilità da parte dell’utente, accompagnandola, tuttavia, con un’ampia scelta di servizi che ogni anziano può autonomamente decidere di utilizzare in base alle proprie esigenze.

La struttura

All’interno della struttura vi sono 140 piccoli alloggi autonomi, dotati di soggiorno-cucina, ingresso, bagno e camera, ogni edificio è attrezzato con le tecnologie adatte alle esigenze dell’utenza (wc rialzato, maniglioni e sedile nella doccia; apparecchio telefonico con telesoccorso, ecc…)

La vita è regolata in modo del tutto ordinario: tutti possono entrare ed uscire liberamente, ricevere visite, partecipare o meno alle attività collettive, andare al ristorante o prepararsi un pasto in casa.

Il personale entra negli alloggi solo con il consenso dell’utente e non può farlo se l’anziano non è in casa, salvo in caso di calamità.

Ogni anziano vive nel proprio alloggio in modo del tutto autonomo.

Il cohousing: un modello abitativo

Il cohousing non è solo una tipologia di alloggio, ma bensì un modello abitativo, il che include uno stile di vita differente dal nostro comune immaginario.

La vita è imprevedibile e nessuno sa cosa ci riserva, ma se io dovessi invecchiare in Olanda sarei ben felice di poter scegliere in quale contesto invecchiare….

Oltre tutto, questo modello può rivolgersi a differenti tipologie di utenza: persone anziane, madri e padri single, giovani e adulti con disabilità. Allora perché non farlo? Perché non scegliere come e dove vivere?

Il cohousing potrebbe essere una valida alternativa per invecchiare bene, in un contesto che ci accolga? In particolare, per le famiglie con persone con disabilità, sempre alle prese con il pensiero del “Dopo di noi“.

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